Il numero di Eudonna Magazine, in uscita a settembre, avrà come protagonista Maria Callas nell’anniversario dei cento anni dalla sua nascita. La copertina è stata realizzata dal noto illustratore Manlio Truscia.

“La Callas è, prima di tutto e in fondo a tutto, un’attrice che recita la situazione, proietta i sentimenti, e per far ciò si serve di tutti i mezzi a sua disposizione”. Così scrive il drammaturgo francese Eric Emmanuel Schmitt, proseguendo: “Persino i suoi silenzi hanno un senso: è così completamente calata in quello che fa che mi ha sempre dato l’impressione di essere l’unica cantante che canta anche i silenzi. Le registrazioni non deludono le aspettative. Certo, manca la sua figura fisica, ma è talmente fonogenica che è come se ci fosse. Il disco non fa in tempo a iniziare, che la sua voce entra nella stanza e si impadronisce della nostra attenzione. Poche voci hanno altrettanta presenza. È un mistero, la presenza! Che si tratti di una voce o di un corpo, è un dono, una grazia inspiegabile… La Callas l’ha ricevuto. Maria Callas ha la capacità di proiettare tutta un’anima in un suono. Aprendo la bocca, alza il sipario sul proprio teatro: uno spettacolo dove l’umano vive, ama e soffre con intensità. Impossibile ascoltarla in sottofondo o come “musica d’arredamento”, perché all’istante stesso che attraverso gli altoparlanti irrompe nei nostri salotti vi impone il suo clima, le sue tempeste, i suoi uragani. C’è, c’è completamente. C’è solo lei. Io non la ascolto sempre. Non ce la faccio….(…) non riesco a starle dietro giorno per giorno, ho bisogno di lasciarla e di ritrovarla, sento la necessità di incontri distaccati, di una certa intermittenza… Però torno sempre da lei”.
Oltre allo speciale dedicato alla Callas, il numero di settembre è ricco di contributi che spaziano dal design di Cleto Munari intervistato da Maria Giovanna Portinari in esclusiva per Eudonna, all’interpretazione artistica di Manuela Carretta e Umberto Cornale della poesia di Marina Cvetaeva “Alla mia povera fragilità”.
Sonia Sbolzani firma l’articolo sull’eccellenza del Made in Italy, portato avanti dalla famiglia Lunelli; mentre Pierluigi Albertoni e Carlo Signorini ci offrono le le loro riflessioni sul mondo che ci circonda. Troverete poi la rubrica dedicata alle novità editoriali e l’omaggio a due grandi figure; quella di Lucy Salani, firmata da Matteo Tuveri e di Giorgio Soavi nel ricordo personale di Rosario Morra. Grande spazio è dedicato alle manifestazioni di interesse internazionale come la Biennale Artemidia, giunta alla sua nona edizione, che vede come protagoniste nove donne che si sono distinte nell’arte e nella cultura.




L’Intelligenza Artificiale è ormai in grado, dopo aver passato in rassegna in pochi secondi enormi quantità di opere, foto, immagini che ha immagazzinate nella sua capiente pancia, di produrre immagini istantanee. Ma capire il reale valore dei risultati presuppone una capacità critica in grado di distinguere l’effettiva portata del valore aggiunto dal semplice effetto visivo seppur sorprendente e imprevedibile. Per capire meglio e affinare tale capacità critica, saranno messi a confronto diretto un essere umano con la macchina che disegna in un duello reale con tanto di regole e giuria. Dovendo misurarsi con un esponente dell’arte dello story board, categoria dalla quale è partita la sfida, la macchina si chiamerà Frame Machine. Dal pubblico saranno formulate delle richieste di scene da illustrare e i duellanti avranno un tempo limitato per realizzarle in diretta.
Il volume, corredato da un valido apparato critico (riferimenti bibliografici, indice dei nomi, etc.) e da illustrazioni affascinanti (grazie all’Accademia nazionale Virgiliana di scienze, lettere e arti, alla Biblioteca Vallicelliana, al Dott. Carlo Bozza, all Sig.ra Marta Corsanego, alla Sig.ra Elisa Pittoni Pansa Sabatini, alla Famiglia Gnoli e alla elaborazione fotografica di Mario Setter), inaugura la




La fama di Trotula fu tale che medici di tutta Europa si recavano a Salerno per consultarsi con lei. Rodolfo il Monaco, uno dei maggiori cronisti d’età medievale, racconta che, in visita a Salerno nel 1059, incontrò solo “una certa colta matrona“, in grado di tenergli testa. Fu una dei primi medici a occuparsi di pediatria e di malattie femminili, fino a quel momento, sconosciute. Le nozioni da lei scoperte sul concepimento e sulla gravidanza, sono riportate in due trattati: “Trotula major“, sulla ginecologia (in cui classifica le patologie ginecologiche) e l’ostetricia (in cui individua le posizioni assunte dal feto nell’utero); “Trotula minor“, dedicato alla cosmesi. Per prima affermò che le cause di sterilità possono risiedere sia nell’uomo sia nella donna. Trattò anche di epilessia e di malattie odontoiatriche e delle gengive. Le sue opere, però, per secoli furono attribuite a un medico di nome “Trottus”.