www.mockupmagazine - Il trimestrale edito da Il Sextante

MockUp Magazine. Il nuovo trimestrale del Sextante

La nostra Casa Editrice è felice di annunciare la nascita di un nuovo trimestrale: MockUp Magazine nasce come contenitore di arte, moda, società e stili di vita nel 2015, e si unisce oggi alla grande famiglia editoriale de Il Sextante.

www.mockupmagazine - Il trimestrale edito da Il Sextante
MockUp Magazine – Il trimestrale edito da Il Sextante

Lo annunciano alla stampa specialistica – e ai lettori – il Direttore Responsabile della rivista Mariapia Ciaghi e il Direttore Editoriale Matteo Tuveri: “C’è chi pensa che la comunicazione, per essere obiettiva, non debba prender parte. Ma non prendere parte vuol dire essere distratti, ignavi, conniventi“, afferma la Dott.ssa Ciaghi, CEO e founder de Il Sextante, e prosegue: “la comunicazione che serve a costruire, o consolidare, il consenso, che non esercita la libertà di critica, che coltiva la rassegnazione o il fervido entusiasmo, ha poco a che fare con la democrazia“.

MockUp Magazine dice che bisogna darsi da fare – dichiara Matteo Tuveri, Direttore Editoriale del magazine – che bisogna usare il cervello, avere cuore, etica, coraggio e essere sé stessi in una società ipotrofica, iperperformante e spersonalizzante. Salutiamo il presente numero zero di MockUp con nomi di valore e personalità di ampio respiro, ognuno espressione di un background regionale, anagrafico e culturale differente. Capaci, insieme, di offrire spunti, espressioni, dubbi e visioni “altre”.

MockUp Magazine, e il suo trimestrale di luglio-settembre, sono raggiungibili al sito della rivista www.mockupmagazine.it

Lola Mora, alla scultrice argentina lo studioso Andrés Pociña ha dedicato il monologo teatrale La Fontana, edito da Il Sextante

La Fontana. Il genio e la voce di Lola Mora

[Español]

Il Sextante pubblica La Fuente/La Fontanapiccolo e intenso monologo bilingüe (Spagnolo-Italiano) dedicato alla scultrice argentina Lola Mora.

Andrés Pociña
Andrés Pociña

Il volumetto è opera di Andrés Pociña, con una prefazione dello scrittore e ricercatore italiano Matteo Tuveri, appassionato di  storia dell’Argentina

Nella sua opera, Andrés Pociña rievoca con vividezza di particolari una scena in parte vera e in parte immaginaria in cui Lola Mora dialoga con un modello nel suo studio. Nel testo si trovano disseminati tanti piccoli indizi biografici, psicologici e sociali (briciole di pane biografico che nutre, divulga e spiega) che riconducono con verosimiglianza e profondità alla vicenda umana e artistica di Lola, alla sua passione quasi fisica per Roma, per il classicismo, per la figura della donna libera dalle etichette sociali e per le sue stesse creature di marmo.

Dolores Candelaria Mora Vega de Hernández, meglio conosciuta come Lola Mora, fu una scultrice argentina che ebbe modo di operare anche nel campi dell’urbanistica, dell’architettura mineraria e delle arti visive.

La Fontana/La Fuente, Andrés Pociña, Il Sextante

Si distinse in ambiti generalmente vietati alle donne nella sua epoca e fu la scultrice argentina più famosa e discussa degli ultimi anni a cavallo fra il XIX  e il XX secolo. La sua opera più famosa è la Fuente de las Nereidas (Fontana delle Nereidi) che fu inaugurata il 21 maggio 1903 nel Paseo de Julio de Buenos Aires.

Andrés Pociña Pérez è Professore Emerito di Filologia Latina all’Università di Granada, Doctor Honoris Causa all’Universidad de Rosario in Argentina per i suoi contributi nel campo degli studi classici e per la diffusione e la conservazione delle antichità greche e latine.

Nella prefazione del libro, Matteo Tuveri descrive gesti e fatti dell’esistenza umana e artistica di Lola Mora, la sua forza, la sua resilienza e la sua grande maestria.

Matteo Tuveri, autor del prólogo del monólogo La Fontana por Andrés Pociña
Matteo Tuveri, autore della prefazione

Di seguito alcuni estratti della prefazione: “Pociña mette in scena, con grande semplicità, una grande riflessione su un gigante dell’arte a cavallo fra Ottocento e Novecento, sulla situazione della donna nella società e sulla mascolinità tossica di certa cultura ispanica e mediterranea, con il pretesto drammaturgico del dialogo in un ambiente circoscritto“. Lola Mora è “una forza della natura alla quale partecipano anche donne come Mariquita Sánchez de Thompson, Victoria Ocampo, Alfonsina Storni, Eva Duarte, le Madri (e Abuelas) di Plaza de Mayo (a iniziare da Azucena Villaflor), Celia de La Serna, Cecilia Baccigalupo e le donne di “Ni una menos” che lottano quotidianamente per il riconoscimento del più basilare diritto alla autodeterminazione.“.

En la fuente, Ana Erra, copertina di La Fontana/La Fuente, Andrés Pociña, Il Sextante
En la fuente, Ana Maria Erra, La Fontana/La Fuente, Andrés Pociña, Il Sextante

La copertina del libro è a opera di Ana Maria Erra. La pittrice nasce in Argentina e studia Belle Arti specializzandosi in Test y Técnicas Proyectivas de Imaginación, alla Facoltà di Psicologia nel 1961. Dal 1960 svolge un’intensa attività di insegnante con laboratori, corsi e seminari d’arte, sia per bambini sia per adulti. Artista colta, versatile e sensibile, illustra libri e pubblica saggi e poesie su varie riviste. Fin dal ’68 espone in mostre personali e in esposizioni collettive d’arte contemporanea in Argentina, Brasile, Cuba, Slovenia, Russia, Spagna, Portogallo, Italia e Francia. Ha vinto numerosi premi e sue opere sono conservate in musei e collezioni private in Argentina, Spagna, e Cuba. Membro la Dirección del Universo Audiovisual del Niño Latinoamericano” (UNESCO y UNICEF) e di prestigiose associazioni artistiche, ha detto di sé: “Ho iniziato a dipingere prima di leggere e scrivere. Dipingo da sempre“.

Lola Mora, alla scultrice argentina lo studioso Andrés Pociña ha dedicato il monologo teatrale La Fontana, edito da Il Sextante

La Fuente. El genio y la voz de Lola Mora

[Italiano]

La Editorial italiana Il Sextante publica La Fuente/La Fontana el pequeño, reflexivo y intenso, monólogo (en formato bilingüe Español-Italiano) dedicado a la escultora argentina Lola Mora.

El libro está escrito por Andrés Pociña, con un prólogo por el novelista y profesor italiano Matteo Tuveri, estudioso de la historia argentina.

Andrés Pociña
Andrés Pociña

En su obra, Andrés Pociña que recuerda vívidamente una escena en parte verdadera y en parte imaginaria en la que Lola Mora conversa con un modelo en su estudio, hay muchas pequeñas pistas biográficas, psicológicas y sociales (migajas de pan biográfico que nutre, divulga y explica) que conducen con verosimilitud y profundidad a la historia humana y artística de Lola, a su pasión casi física por Roma, por el clasicismo, por la figura de la mujer libre de etiquetas sociales y por sus propias criaturas de mármol.

Dolores Candelaria Mora Vega de Hernández o Dolores Mora , más

La Fontana/La Fuente, Andrés Pociña, Il Sextante

conocida como Lola Mora fue una escultora argentina que además incursionó en el urbanismo, la minería y las artes visuales. Se destacó en espacios generalmente vedados a las mujeres de su época y fue la escultora argentina más halagada y discutida de los últimos años del siglo XIX y comienzos del siglo XX. Su obra más conocida es la Fuente de las Nereidas que se inauguró el 21 de mayo de 1903 en el Paseo de Julio de Buenos Aires.

Andrés Pociña Pérez es profesor emérito de Filología Latina en la Universidad de Granada y fue galardonado con el prestigioso título de Doctor Honoris Causa por la Universidad de Rosario en Argentina por sus valiosas contribuciones en el campo de los estudios clásicos y por la difusión de la antigüedad griega-latina y su supervivencia.

En el prefacio del libro, Matteo Tuveri evoca hechos y acontecimientos pertinentes de la existencia humana y artistica de Lola Mora, su fuerza, su resiliencia y su gran habilidad.

Matteo Tuveri, autor del prólogo del monólogo La Fontana por Andrés Pociña
Matteo Tuveri, autor del prólogo del monólogo

A continuación os ofrecemos dos fragmentos del prólogo: “Pociña presenta, con gran sencillez, una gran reflexión sobre un gigante del arte de finales del siglo XIX y comienzos del XX, sobre la situación de las mujeres en la sociedad y sobre la masculinidad tóxica de una determinada cultura hispana y mediterránea, bajo el pretexto dramatúrgico del diálogo en un entorno limitado“. Lola Mora es “una fuerza de la naturaleza que también caracteriza mujeres como Mariquita Sánchez de Thompson, Victoria Ocampo, Alfonsina Storni, Eva Duar- te, las Madres (y Abuelas) de la Plaza de Mayo (comenzando con Azu- cena Villaflor), Celia de La Serna, Cecilia Baccigalupo y las mujeres de “Ni una menos” que luchan diariamente por el reconocimiento del derecho más básico a la autodeterminación“.

En la fuente, Ana Erra, copertina di La Fontana/La Fuente, Andrés Pociña, Il Sextante
En la fuente, Ana Maria Erra, La Fontana/La Fuente, Andrés Pociña, Il Sextante

La portada del libro es obra por Ana Maria Erra. La pintora nació en Argentina, estudió Bellas Artes, donde se especializó. en Test y Técnicas Proyectivas de Imaginación. Desde 1960 es muy activa como profesora en talleres, cursos y seminarios de arte para niños y adultos. Artista culta, versátil y sensible, ilustra libros y publica ensayos y poemas en varias revistas. Desde el año 68 celebra muestras individuales y exposiciones colectivas de arte contemporáneo en Argentina, Brasil, Cuba, Eslovenia, Rusia, España, Portugal, Italia e Francia. Es miembro de la Dirección del Universo Audiovisual del Niño Latinoamericano (UNESCO y UNICEF) y de sociedades de arte de prestigio. Ha dicho de sí misma: “Empecé a pintar antes que a leer y escribir. Pinto desde siempre“.

E salutate la Primavera: Nonostante tutto [Testo di Matteo Tuveri - Voce di Federica Bassetti]

E salutate la Primavera. Dedicato all’Italia che lotta

La Casa Editrice Il Sextante e tutti i suoi autori, collaboratori e amici dedicano all’Italia che lotta, soffre e si rialza parole, voci e sentimenti.

E salutate la Primavera. Nonostante tutto

Testo di Matteo Tuveri©
Voce di Federica Bassetti©
Prodotto Editoriale Il Sextante©

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Mi assale la consapevolezza, quella sensazione improvvisa di aver capito profondamento il momento, quando vedo le fotografie del convoglio militare che trasporta le salme delle vittime del COVID-19 da Bergamo (perché sono troppe e non c’è spazio per tutte). È una consapevolezza “storica”, cinica e asettica, che trascende qualsiasi preoccupazione di ordine personale.  Ci siamo sempre chiesti cosa avessero provato i bisnonni o i nonni nel momento in cui Badoglio firmava l’armistizio, in cui la Germania dichiarava guerra, in cui le bombe piovevano come confetti dal cielo, dilaniando case, vite e corpi. Erano consapevoli di vivere la Storia, oppure, come il mio bisnonno, non si muovevano dal loro magro piatto di minestrone anche con la sirena dell’allarme in azione, perché più grande del pericolo, più forte dell’evento epocale, rischioso e terribile, era l’esigenza di sfamarsi?

Questo è il momento in cui la Grande Storia si manifesta: grande, possente, spietata, passa sopra le briciole, gli attimi, gli affetti e le preoccupazioni di ciascuno. È una grande pressa che macina gli esseri umani, i particolarismi di ciascuno, ed esige coraggio, forza, abnegazione, ironia e tanta consapevolezza e sprezzo del pericolo.

Se avete il dono della fede, non chiedete ai santi e a Dio di fermare il virus, ma pregate, con mormorio grande e intimo, perché in Voi, nella società civile – nei medici e negli infermieri, nei politici e in ogni singolo membro della società, nessuno escluso – emerga la forza (innata e bellissima) di tirare fuori la saggezza di affrontare questa lunga immane attraversata di uno Stige sconosciuto.

Prendete su di voi la responsabilità del mondo, non delegatela a un Dio o a una forza immanente, ma risvegliatela in Voi.

Se avete il dono del senso della comunità, abbiate il coraggio dell’altruismo e del senso del dovere e delle leggi, del rispetto delle regole, del senso critico, della democrazia e della spinta all’autoconservazione. Quella certa accortezza animale che, mediata dal pensiero, giunge a definire un essere umano civile. Proteggete l’Altro: la sua debolezza (fisica o sociale) sia la vostra personale forza, i suoi diritti il motore del vostro quotidiano.

Resistete ai giorni, alla Grande Storia che avanza, nella trincea del quotidiano, fronte interno del mondo che non torna indietro da un solo diritto acquisito e reclama il riconoscimento di una lotta personale e globale insieme.

E salutate la Primavera con gioia, nonostante tutto.

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[Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione è vietata]

 

Immagine di copertina: Werner Moser da Pixabay

Coronavirus, letteratura e informazione

La nostra casa editrice prende atto, come tutti i cittadini di buona volontà, della situazione sanitaria emergenziale più volte sottolineata – a varia livelli – dagli organi dello Stato. Per questo motivo, con grande senso di responsabilità, diffusi in moltissime parti d’Europa e del mondo grazie alle nostre pubblicazioni, invitiamo tutti i nostri amici, lettori e collaboratori, ad adottare comportamenti sociali, lavorativi e personali che siano in linea con le raccomandazioni fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dagli organi preposti in tema di salute pubblica e scienza.

Invitiamo tutti i nostri lettori – e tutti gli operatori dell’informazioni – ad adottare anche un comportamento corretto nei confronti del tema Pandemia e Coronavirus, fornendo e usufruendo di una comunicazione giornalistica e divulgativa sana, senza flame, sensazionalismi e allarmismi dannosi: verificare sempre le fonti, adottare un linguaggio composto, razionale e moderato, diffondere notizie vere e aggiornate.

L'etica del giornalismo online - ItaliaRicordiamo che Il Sextante si è sempre occupato della salute della comunicazione pubblica e dell’informazione. Abbiamo pubblicato L’etica del giornalismo on-line – Italia, una raccolta di interventi di giornalisti che operano nel mondo del web, effettuata sul confronto tra tre paesi: Belgio, Spagna e Italia. La ricerca è stata condotta dall’Università di Comunicazione di Siviglia grazie alla partecipazione del professore Juan Carlos Suarez Villegas e curata in Italia dalla giovane giornalista romana Simona Gionta.

Segnaliamo di seguito anche l’articolo divulgativo (pubblicato su www.mockupmagazine.it) del nostro autore e collaboratore Matteo Tuveri sulla malattia da contagio nella letteratura europea e sulla essenziale corretta interpretazione delle notizie ad essa relative per l’ottimale gestione e superamento della crisi. Come dice Tuveri nell’articolo: “è proprio questa inquietudine vuota alla base dei post sui social network, intrisi di ansia, terrore, fake news, bieco opportunismo politico, razzismo e polemica. La medesima nausea del vivere, nella “sdilinquita abbondanza” del tutto di cui ci circondiamo – come un cavaliere medievale con la sua armatura – spinge frotte di persone a fare la fila per accumulare derrate alimentari (che, vai a spiegarglielo, non mancano!), a partecipare a raduni, incontri o ad invadere le stazioni ferroviarie, derogando a ogni minimo buon senso, propagando la malattia, per scappare da un virus che non ti insegue e tu gli sfuggi, ma che è nell’aria, nelle lacrime o nelle mucose (in fondo, a guardare bene, nel tuo stesso comportamento)” [Leggi tutto]

Come spesso ripetuto, non siamo solo una casa editrice, ma anche “un luogo di incontro e di condivisione che esplora il mondo circostante“. Per farlo spesso occorre coraggio, questo è il momento.

 

Immagine di copertina: Werner Moser da Pixabay 

Le viole recise, silloge poetica di Dario Alessio edita da Il Sextante. Prefazione di Matteo Tuveri.

Le viole recise. Scrittori e critici alla Casanatense

Giovedì 16 gennaio, alle ore 17:30, presso la storica Biblioteca Casanatense di Roma, in via S. Ignazio, 52, la Casa Editrice Il Sextante presenta l’antologia poetica “Le viole recise” di Dario Alessio.

Le viole recise, silloge poetica di Dario Alessio edita da Il Sextante. Prefazione di Matteo Tuveri.

A presentare la silloge poetica Lucia Marchi (Direttrice della Biblioteca Casanatense); Mariapia Ciaghi (CEO e Direttore de Il Sextante); Matteo Tuveri (scrittore e critico); Francesco Magnanti (archivista della Biblioteca Casanatense) e Monica Macchioni (giornalista). A unire gli interventi la voce dell’attrice Federica Bassetti.

L’opera prima, che si avvale della prefazione di Matteo Tuveri, raccoglie i taccuini poetici del poeta Dario Alessio e racconta di “pure emozioni del cuore e le concretizza nel calore della lingua italiana, in amplessi di aggettivi, frasi e tangibili emozioni ritrovando per i confini della sua stessa vita un ordine che sorge dalla confusione esperienziale, uno sbiadito contorno che concilia istintualità primaria e umano raziocinio, accogliendo il lettore in un volume in cui la centralità di voler raccontare l’amore e la vita, propria e degli altri non cede mai alla tentazione dello sfogo poetico, guadagnando maggiore lucidità di verso e chiarezza di sé.”

La presentazione ha luogo in uno dei luoghi della cultura e dell’arte più affascinanti d’Europa: aperta nel 1701 presso il convento domenicano di Santa Maria sopra Minerva a Roma, la Biblioteca Casanatense contiene circa 400.000 volumi, 6.000 manoscritti e 2.200 incunaboli. Fondata dal Cardinale Girolamo Casanate, la biblioteca fu progettata dall’architetto Antonio Maria Borioni.

 

Trentagiorni. Haiku di Lucilla Trapazzo, Foto di Alfio Sacco, Prefazione di Matteo Tuveri, Casa Editrice Il Sextante

Trentagiorni a Roma fra gli Haiku di Trapazzo e gli scatti di Sacco

Il 15 novembre 2019, alle ore 18:00, presso la Sala di SinergieSolidali, in via Volsinio 21 a Roma, avrà luogo la presentazione del volume/catalogo Trentagiorni di Lucilla Trapazzo e Alfio Sacco, una raccolta di poesie Haiku e fotografie che lo scrittore e ricercatore Matteo Tuveri ha definito nella sua prefazione come “un luminoso gesto di unione, condivisione e preghiera nei confronti di una realtà quotidiana cui tutti siamo chiamati a partecipare in tempi difficili, con il più grande sforzo di creatività personale“.

Il volume si compone di trenta componimenti Haiku, composti da Lucilla Trapazzo, che si confrontano con trenta immagini, frutto degli scatti di Alfio Sacco. Dodici, invece, gli Haiku iniziali dedicati alle stagioni.

In occasione della presentazione sarà inaugurata la mostra personale di Alfio Sacco. La serata sarà impreziosita dalla performance “Parole in valigia” di Lucilla Trapazzo e Alessandro Olla.

Trentagiorni, poesie haiku di Lucilla Trapazzo e scatti fotografici di Alfio Sacco, Prefazione di Matteo Tuveri, Casa Editrice Il Sextante
Trentagiorni, poesie haiku di Lucilla Trapazzo e scatti fotografici di Alfio Sacco – Prefazione di Matteo Tuveri, Casa Editrice Il Sextante

Gli autori

Lucilla Trapazzo è nata a Cassino. Dopo la laurea in Lingua e Letteratura Tedesca presso l’Università “La Sapienza” di Roma, un MA in “Film & Video” presso la “American University” di Washington D.C., e una continua formazione teatrale e artistica, lavora come attrice, performer, critica, regista teatrale e Trentagiorni. Haiku di Lucilla Trapazzo, Foto di Alfio Sacco, Prefazione di Matteo Tuveri, Casa Editrice Il Sextanteformatrice. Le sue poesie e i suoi racconti sono stati più volte premiati (Premio S.Bernardino, Stimigliano; Concorso “Apriamo un Varco” Roma; Premio Nazionale “Il Delfino”, Pisa; Premio Viareggio; Napoli, Isolimpiadi) e pubblicati in antologie, riviste e libri d’arte in Italia, America, Spagna, Macedonia. I suoi quadri e le sue istallazioni sono stati esposti in numerose mostre (personali e collettive) internazionali. Le sue performance presentate in diversi festival di arte multimediale (Signal, Cagliari; It’s Liquid, Londra, Buenos Aires, Roma, Venezia). Attualmente vive tra Zurigo e New York e collabora con associazioni di arte, musica contemporanea e letteratura nell’organizzazione di eventi, festival e spettacoli. “Ossidiana”, Volturnia Edizioni, Isernia, settembre 2018, è il suo primo libro di poesie. “Dei Piccoli Mondi”, Il Leggio, Chioggia, marzo 2019, è la sua seconda raccolta.

Alfio Sacco è nato in Sicilia, vive e lavora a Zurigo. Ha studiato arte, fotografia e litografia a Catania e a Zurigo. La sua arte è contrassegnata da un taglio critico nei confronti dell’attualità. Nell’espressione artistica si pone come contrappunto e alternativa alla cultura ufficiale e riconosciuta, seguendo le orme dell’Underground Art. Le sue foto, che hanno a pieno titolo valenza di quadri, non scaturiscono da scatti estemporanei, bensì da uno sguardo meditato, che si traduce nella scelta consapevole dei motivi e delle immagini. A volte ci vuole molta pazienza per cogliere lo scatto giusto nel momento giusto. Non è improbabile incontrare Alfio Sacco il mattino presto, alla ricerca dell’esatta armonia di ombre e luce sulla superficie da poco scoperta oppure vederlo attendere per delle ore fino a che il sole non crei la precisa sfumatura desiderata. Anche i decollage raffigurano questo processo di ricerca temporale. Ogni scoperta di nuovi soggetti, siano essi resti di manifesti affissi, frammenti scrostati di muro, piccoli graffiti alla fermata dell’autobus, per Alfio Sacco diventa storia da narrare. Le immagini sono estrapolate dal loro contesto originario, riempite di altri significati e investite di un nuovo messaggio, come nei palinsesti medievali, in cui spesso ci si chiede cosa si nasconda sotto il primo strato visibile.

Eudonna Magazine, giugno 2019 - www.ilsextante.net

Eudonna. Giugno dedicato a Maria Carta

In distribuzione il nuovo numero del magazine Eudonna, il giornale delle donne, per le donne e con le donne. Il numero di giugno, che parla di accoglienza e integrazione, è dedicato alle storie di grandi donne del presente e del passato e ha come figura centrale la cantante, antropologa e musicologa Maria Carta.

Sulla cantante sarda hanno scritto Giacomo Serreli, Sonia Sbolzani e Matteo Tuveri.

Prezioso il contributo dato con generosità e ingegno da Antonella Carlin, Micaela Bertoldi, Aurona Lopez, Valentina Frigerio, Patrizia Tomio, Cristina Guzzo e Caterina Gottadauro La Brasca.

Mariapia Ciaghi, www.ilsextante.netDall’editoriale di Mariapia Ciaghi: “Chi accoglie? Chi ospita? Chi realizza il dialogo? Non la “società” intesa come un contenitore astratto ma un popolo, una esperienza umana, un soggetto con una origine, una tradizione, una cultura e dei valori propri. Occorrono figure di umanità che non abbiano paura dell’umanità degli altri, consapevoli di portare qualcosa che regge alla sfida delle aspirazioni di tutti, di tutti  in quanto donne e uomini, al di là delle qualificazioni etto-culturali, e che si propone alla libertà di tutti. Su questa linea abbiamo dedicato lo speciale a una figura emblematica come quella della cantante sarda Maria Carta di cui Matteo Tuveri nel suo articolo scrive: “Mi responsabilizzava perché sentivo nella sua voce e percepivo nella sua carriera artistica una coralità estrema, una voce che erano tante voci, un volto che erano mille volti. Proprio questo la rendeva “identitaria”, perché coacervo, insieme di più fattori, per l’appunto Sarda! La “sardità” – di cui spesso parlano e hanno parlato molti intellettuali, artisti e pensatori della mia terra – è in realtà quell’insieme di piccole pietre geografiche, linguistiche, sociali e mitologiche che tutte insieme, e solamente a contatto con l’Altro; nel gesto dell’apertura, della conoscenza del mondo, contribuiscono a creare l’edificio identitario. Maria rappresenta tutto questo.”

 

Pioggia inversa a Cagliari. La galleria

Venerdì 28 settembre, alle ore 18:00, presso il Bookstore I Mulini del Centro Commerciale I Mulini (Selargius), è stato presentato il libro di Matteo Tuveri, dal titolo “Pioggia inversa. Storia del Diavolo e un precario”.

A presentare il libro la giornalista Giulia Marini con le letture di Federica Cadeddu.

L’evento è stato ospitato dal Bookstore Mondadori del Centro Commerciale I Mulini (Cagliari-Selargius) e ha visto la partecipazione di un folto pubblico che ha partecipato con domande e precisazioni.

Pioggia inversa. Presentazione del libro a Cagliari

Pioggia inversa fa tappa al Bookstore Mondadori di Cagliari

Al Bookstore Mondadori di Cagliari la presentazione del libro di Matteo Tuveri, Pioggia inversa. Storia del Diavolo e un precario.

Pioggia inversa. Presentazione del libro a CagliariVenerdì 28 settembre, alle ore 18:00, presso il Bookstore I Mulini del Centro Commerciale I Mulini (Selargius), sarà presentato il libro di Matteo Tuveri, dal titolo “Pioggia inversa. Storia del Diavolo e un precario”.

A presentare il libro la giornalista Giulia Marini con le letture di Federica Cadeddu.

Il volume, illustrato appositamente dai quadri di Antony Fachin, dipinti a olio con tecnica all’uovo, racconta una storia surreale e al medesimo tempo vera, una leggenda ambientata fra “acqua santa e perfidia umana”, fra la Sardegna di un tempo antico e remoto, un Lazio contemporaneo, visitato da una creatura sovrannaturale, e una Roma moderna in cui precariato e insoddisfazione popolano uno sfondo urbano.

Il protagonista capirà come i demoni, in altri “mondi” e in quello che viviamo, nascano da un esilio, da una promessa tradita di luce.

Matteo Tuveri, autore di libri di grande successo, storico e ideatore di documentari, è stato finalista in numerosi concorsi letterari (Il Pirandello e il Marguerite Yourcenar) e svolge la sua attività fra l’Italia, la Germania e il Sud America.