Echi da due mondi, Jon Mucogllava (Il Sextante), recensione su Leggeretutti.eu

Recensioni. Mucogllava su leggeretutti.eu

La rivista Leggere:Tutti dedica a Echi da due mondi, la silloge poetica di Jon Mucogllava, una recensione a firma Niccolò Lucarelli.

Appena al di là dell’Adriatico, eppure poco noto nonostante vicende storiche relativamente recenti che lo hanno visto persino protettorato italiano, e fino a venti anni fa difficilmente accessibile per la difficile situazione interna, l’Albania è oggi un Paese che si sta rapidamente modernizzando, dove i giovani guardano con entusiasmo al futuro, impazienti di portare un contributo per costruirlo nel modo migliore possibile. Gli intellettuali ricoprono sempre un ruolo importante per il progresso civile, in chiave di riflessione sulle radici del passato e sugli aspetti spirituali del pensiero di un popolo, patrimonio indispensabile mantenere viva una cultura, e cui attingere nei momenti di crisi. Ma Jon Mucogllava (2001), giovanissimo poeta albanese, va oltre i “confini” culturali e si fa anche cantore di situazioni, emozioni, speranze, timori, di carattere universale. Un breve ma denso livre de chevet di poesia, ma anche sulla poesia, che riflette sulle sensazioni dell’essere poeta, che si porta dietro quella solitudine di leopardiana memoria, fra quelle carte che non si fa fatica a immaginarle altrettanto “sudate”, perché le parole di Mucogllava sgorgano davvero dall’anima, e tutto ciò che ha un’origine del genere ha sempre alle spalle una lavorazione tormentata.

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Sul volume di poesie anche una lettura speciale dell’autore sul nostro canale YouTube

 

Echi da due mondi, Jon Mucogllava (Il Sextante)

Echi da due mondi. Letture d’Artista (Jon Mucogllava)

Il giovane poeta Jon Mucogllava legge alcune poesie tratte dal suo volume Echi da due mondi. La voce dell’autore è accompagnata dalle illustrazioni di Sara Rogani.

Jon Mucogllava è un poeta di diciannove anni, originario dell’Albania. Da anni vive in Italia ed ora studia a Bolzano. Sta cercando di capire come proiettarsi nel futuro, come scrittore, documentarista, operatore culturale. Intanto però compone sonetti, come quelli che presenta in quest’opera.

Sara Rogani, insegnante, raffinata illustratrice friulana si è formata alla scuola di Svjetlan Junakovic, Massimo Scifoni, Davide Toffolo.

Gennaro Momo legge Granelli di sabbia (Il Sextante)

Gennaro Momo legge Granelli di Sabbia

Gennaro Momo legge due poesie tratte dal volume Granelli di sabbia di Lucia Marchi. Nato a Napoli e formato con Franco Rosi e Teo Bellia, Gennaro di Domenico (Gennaro Momo) è noto al grande pubblico come interprete e doppiatore di con spiccata dote canora.

Nel filmato legge due componimenti poetici tratti dalla silloge poetica di Lucia Marchi, direttrice presso la Biblioteca Casanatense, una delle 46 biblioteche pubbliche statali afferenti alla direzione generale Biblioteche ed Istituti culturali del ministero per i beni e le attività culturali. Esperta in biblioteconomia ed economia della cultura, diritto e gestione della proprietà intellettuale, della comunicazione e dell’innovazione, è fondatrice e condirettore del Centro di eccellenza del diritto d’autore.

La poesia di Lucia Marchi è portatrice di un forte messaggio di libertà capace di rendere l’uomo l’unico vero arbitro delle proprie scelte. La partecipazione è l’unico strumento – secondo le poetessa – che permette di creare una società matura e responsabile in grado di condividere ideali e perseguire progetti che migliorino la qualità di vita di ognuno.

Le viole recise, silloge poetica di Dario Alessio edita da Il Sextante. Prefazione di Matteo Tuveri

Le viole recise di Dario Alessio Letture

Lettura di alcuni versi della raccolta poetica Le viole recise di Dario Alessio.

La silloge poetica, che si avvale della prefazione di Matteo Tuveri, racconta di “pure emozioni del cuore e le concretizza nel calore della lingua italiana, in amplessi di aggettivi, frasi e tangibili emozioni ritrovando per i confini della sua stessa vita un ordine che sorge dalla confusione esperienziale, uno sbiadito contorno che concilia istintualità primaria e umano raziocinio, accogliendo il lettore in un volume in cui la centralità di voler raccontare l’amore e la vita, propria e degli altri non cede mai alla tentazione dello sfogo poetico, guadagnando maggiore lucidità di verso e chiarezza di sé”.

Le viole recise, silloge poetica di Dario Alessio edita da Il Sextante. Prefazione di Matteo Tuveri.

Le viole recise. Scrittori e critici alla Casanatense

Giovedì 16 gennaio, alle ore 17:30, presso la storica Biblioteca Casanatense di Roma, in via S. Ignazio, 52, la Casa Editrice Il Sextante presenta l’antologia poetica “Le viole recise” di Dario Alessio.

Le viole recise, silloge poetica di Dario Alessio edita da Il Sextante. Prefazione di Matteo Tuveri.

A presentare la silloge poetica Lucia Marchi (Direttrice della Biblioteca Casanatense); Mariapia Ciaghi (CEO e Direttore de Il Sextante); Matteo Tuveri (scrittore e critico); Francesco Magnanti (archivista della Biblioteca Casanatense) e Monica Macchioni (giornalista). A unire gli interventi la voce dell’attrice Federica Bassetti.

L’opera prima, che si avvale della prefazione di Matteo Tuveri, raccoglie i taccuini poetici del poeta Dario Alessio e racconta di “pure emozioni del cuore e le concretizza nel calore della lingua italiana, in amplessi di aggettivi, frasi e tangibili emozioni ritrovando per i confini della sua stessa vita un ordine che sorge dalla confusione esperienziale, uno sbiadito contorno che concilia istintualità primaria e umano raziocinio, accogliendo il lettore in un volume in cui la centralità di voler raccontare l’amore e la vita, propria e degli altri non cede mai alla tentazione dello sfogo poetico, guadagnando maggiore lucidità di verso e chiarezza di sé.”

La presentazione ha luogo in uno dei luoghi della cultura e dell’arte più affascinanti d’Europa: aperta nel 1701 presso il convento domenicano di Santa Maria sopra Minerva a Roma, la Biblioteca Casanatense contiene circa 400.000 volumi, 6.000 manoscritti e 2.200 incunaboli. Fondata dal Cardinale Girolamo Casanate, la biblioteca fu progettata dall’architetto Antonio Maria Borioni.

 

Eco della Pace, Matera 2019

Echi di pace a Matera fra arte e Diritti Umani

Nuovo appuntamento con la mostra itinerante “L’Eco della Pace”, che farà tappa dal 22 dicembre 2019 anche a Matera, capitale europea non solo della cultura ma anche città della pace 2019.

Dopo il successo ottenuto a Roma al Micro, e in seguito a Mirano (Venezia) presso la Barchessa di Villa Belvedere – in collaborazione con il Centro per la Pace e la legalita’ “Sonja Alavic”- la mostra approderà a Matera, presso la storica sede “ La Scaletta”, associazione che da oltre cinquant’anni rappresenta il cuore artistico e culturale della città.

L'Eco della Pace, Matera, 2019, LocandinaL’iniziativa, che vedrà esposte cinquanta grafiche realizzate da artisti internazionali del Secondo Novecento, raccoglie un nucleo di inediti materiali d’archivio sul tema della pace, provenienti dalla collezione privata della casa editrice il Sextante di Mariapia Ciaghi.

Le grafiche, realizzate a partire dagli anni Quaranta da artisti del calibro di William Gropper, Giacomo Manzù, Arno Mohr, Marcel Chirnoaga per citarne solo alcuni – saranno a disposizione del pubblico materano per tutte le feste natalizie, fino al 7 gennaio 2020.

Il percorso della mostra è scandito in parallelo dalle opere di venti artisti contemporanei, selezionati da Paola Valori nell’ambito del progetto Open_Generazioni a Confronto, giunto ormai alla quarta edizione. (Uccio Biondi, Luciano Bonetti, Erika Capobianco, Luigi Della Torre, Aldo Forbice, Federico Heidkamp Gonzaga, Marco Innocenti, Maya Kokocinsky, Matilde Mancini, Giulio Cesare Matusali, Stefano Mezzaroma, Attilio Nesi, Emanuele Parmegiani, Maurizio Prenna, Alessandro Sansoni, Nicola Santarelli, Stefano Sesti, Lena Stjernström, Carlo Torrisi, Fabio Ferrone Viola).

Faranno da cornice alla mostra gli originali aquiloni della pace realizzati dall’artista Jeanfilip, i quali con la loro grazia aerea sembreranno svettare verso il cielo; un tocco di libertà e di leggerezza che diventa gioco e simbolo di pace. Partecipa all’evento anche il Maestro Guido Angeletti con la scultura “Libera? “: la donna è Libera quando riconosce la sua Natura che è l’elemento della pace; ella è un’eterna protesta contro la guerra, perché il suo buon senso vede altre uscite, perché non è sopraffatta da una foga sensista che le fa vedere soltanto la materialità della cosa e il momento, bensì il complesso, la fine e il fine. La previdenza intuitrice con cui vede imbrogliarsi e sbrogliarsi gli avvenimenti giornalieri, è un chiaro indizio di questa capacità.

L'Eco dell Pace, Voci di artisti dal '59 a oggi, catalogo
L’Eco dell Pace, Voci di artisti dal ’59 a oggi, catalogo

Gli artisti invitati a partecipare hanno sviluppato nelle loro ricerche, approcci differenti sul tema della pace: dalla politica all’ecologia, dal razzismo ai diritti umani.

La mostra, nata da un’idea di Mariapia Ciaghi è frutto della collaborazione tra Il Sextante, Micro Arti Visive e A.I.D.E, gode del Patrocinio del Comune di Matera, e si propone non solo come riflessione sociale, ma anche come confronto storico e generazionale, utile per creare un dibattito più ampio sulle tracce di un secolo di ricerca e di sperimentazioni.

Il catalogo, edito dal Il Sextante, sarà parte integrante del progetto espositivo con i testi di Mariapia Ciaghi (Il Sextante), Raffaello De Ruggeri (sindaco di Matera), Aldo Forbice (giornalista e scrittore), Silvano Mattesini (architetto e storico), Anna Selvaggi (Presidente AIDE), Paola Valori (Micro Arti Visive) .

Trentagiorni. Haiku di Lucilla Trapazzo, Foto di Alfio Sacco, Prefazione di Matteo Tuveri, Casa Editrice Il Sextante

Trentagiorni a Roma fra gli Haiku di Trapazzo e gli scatti di Sacco

Il 15 novembre 2019, alle ore 18:00, presso la Sala di SinergieSolidali, in via Volsinio 21 a Roma, avrà luogo la presentazione del volume/catalogo Trentagiorni di Lucilla Trapazzo e Alfio Sacco, una raccolta di poesie Haiku e fotografie che lo scrittore e ricercatore Matteo Tuveri ha definito nella sua prefazione come “un luminoso gesto di unione, condivisione e preghiera nei confronti di una realtà quotidiana cui tutti siamo chiamati a partecipare in tempi difficili, con il più grande sforzo di creatività personale“.

Il volume si compone di trenta componimenti Haiku, composti da Lucilla Trapazzo, che si confrontano con trenta immagini, frutto degli scatti di Alfio Sacco. Dodici, invece, gli Haiku iniziali dedicati alle stagioni.

In occasione della presentazione sarà inaugurata la mostra personale di Alfio Sacco. La serata sarà impreziosita dalla performance “Parole in valigia” di Lucilla Trapazzo e Alessandro Olla.

Trentagiorni, poesie haiku di Lucilla Trapazzo e scatti fotografici di Alfio Sacco, Prefazione di Matteo Tuveri, Casa Editrice Il Sextante
Trentagiorni, poesie haiku di Lucilla Trapazzo e scatti fotografici di Alfio Sacco – Prefazione di Matteo Tuveri, Casa Editrice Il Sextante

Gli autori

Lucilla Trapazzo è nata a Cassino. Dopo la laurea in Lingua e Letteratura Tedesca presso l’Università “La Sapienza” di Roma, un MA in “Film & Video” presso la “American University” di Washington D.C., e una continua formazione teatrale e artistica, lavora come attrice, performer, critica, regista teatrale e Trentagiorni. Haiku di Lucilla Trapazzo, Foto di Alfio Sacco, Prefazione di Matteo Tuveri, Casa Editrice Il Sextanteformatrice. Le sue poesie e i suoi racconti sono stati più volte premiati (Premio S.Bernardino, Stimigliano; Concorso “Apriamo un Varco” Roma; Premio Nazionale “Il Delfino”, Pisa; Premio Viareggio; Napoli, Isolimpiadi) e pubblicati in antologie, riviste e libri d’arte in Italia, America, Spagna, Macedonia. I suoi quadri e le sue istallazioni sono stati esposti in numerose mostre (personali e collettive) internazionali. Le sue performance presentate in diversi festival di arte multimediale (Signal, Cagliari; It’s Liquid, Londra, Buenos Aires, Roma, Venezia). Attualmente vive tra Zurigo e New York e collabora con associazioni di arte, musica contemporanea e letteratura nell’organizzazione di eventi, festival e spettacoli. “Ossidiana”, Volturnia Edizioni, Isernia, settembre 2018, è il suo primo libro di poesie. “Dei Piccoli Mondi”, Il Leggio, Chioggia, marzo 2019, è la sua seconda raccolta.

Alfio Sacco è nato in Sicilia, vive e lavora a Zurigo. Ha studiato arte, fotografia e litografia a Catania e a Zurigo. La sua arte è contrassegnata da un taglio critico nei confronti dell’attualità. Nell’espressione artistica si pone come contrappunto e alternativa alla cultura ufficiale e riconosciuta, seguendo le orme dell’Underground Art. Le sue foto, che hanno a pieno titolo valenza di quadri, non scaturiscono da scatti estemporanei, bensì da uno sguardo meditato, che si traduce nella scelta consapevole dei motivi e delle immagini. A volte ci vuole molta pazienza per cogliere lo scatto giusto nel momento giusto. Non è improbabile incontrare Alfio Sacco il mattino presto, alla ricerca dell’esatta armonia di ombre e luce sulla superficie da poco scoperta oppure vederlo attendere per delle ore fino a che il sole non crei la precisa sfumatura desiderata. Anche i decollage raffigurano questo processo di ricerca temporale. Ogni scoperta di nuovi soggetti, siano essi resti di manifesti affissi, frammenti scrostati di muro, piccoli graffiti alla fermata dell’autobus, per Alfio Sacco diventa storia da narrare. Le immagini sono estrapolate dal loro contesto originario, riempite di altri significati e investite di un nuovo messaggio, come nei palinsesti medievali, in cui spesso ci si chiede cosa si nasconda sotto il primo strato visibile.

Eudonna Magazine, settembre 2019 - www.ilsextante.net

Eudonna di settembre. Cinema e parità di genere

Nelle biblioteche, nelle librerie e nella cassetta delle lettere di molti lettori, arriva il numero di settembre 2019 di Eudonna Magazine, dedicato questa volta alla parità di genere nel cinema.

Eudonna Magazine, settembre 2019 - www.ilsextante.net“Se fossi nata nel 1873, solo un secolo fa,
Se avessi lavorato per Gaumont per undici anni,
Se avessi incontrato tutti gli scienziati importanti del mio tempo,
Se fossi stata l’unico direttore donna al mondo per 17 anni, chi sarei ?
Sarei nota,
Sarei famosa,
Sarei riconosciuta …
Chi sono io?
Méliès, Lumière, Gaumont?
No,
Sono una donna
quindi,
nessuno conosce il mio nome. “

Mariapia Ciaghi, www.ilsextante.netCon queste parole, Alice Guy – la prima donna regista – descrive nella sua autobiografia la situazione comune ad altre donne che, dopo aver svolto un’importante opera creativa nel mondo del cinema, rimangono anonime, espulse dalla Storia scritta da uomini.
Molte donne, anche nel cinema italiano delle origini, hanno scritto e diretto film muti, alcune hanno fondato le loro case di produzione.

Alla prima donna regista italiana del periodo, Elvira Notari, Eudonna ha dedicato la copertina del numero in uscita, realizzata da Fulvio Bernardini.

Acquista il giornale Qui 

Eudonna Magazine, giugno 2019 - www.ilsextante.net

Eudonna. Giugno dedicato a Maria Carta

In distribuzione il nuovo numero del magazine Eudonna, il giornale delle donne, per le donne e con le donne. Il numero di giugno, che parla di accoglienza e integrazione, è dedicato alle storie di grandi donne del presente e del passato e ha come figura centrale la cantante, antropologa e musicologa Maria Carta.

Sulla cantante sarda hanno scritto Giacomo Serreli, Sonia Sbolzani e Matteo Tuveri.

Prezioso il contributo dato con generosità e ingegno da Antonella Carlin, Micaela Bertoldi, Aurona Lopez, Valentina Frigerio, Patrizia Tomio, Cristina Guzzo e Caterina Gottadauro La Brasca.

Mariapia Ciaghi, www.ilsextante.netDall’editoriale di Mariapia Ciaghi: “Chi accoglie? Chi ospita? Chi realizza il dialogo? Non la “società” intesa come un contenitore astratto ma un popolo, una esperienza umana, un soggetto con una origine, una tradizione, una cultura e dei valori propri. Occorrono figure di umanità che non abbiano paura dell’umanità degli altri, consapevoli di portare qualcosa che regge alla sfida delle aspirazioni di tutti, di tutti  in quanto donne e uomini, al di là delle qualificazioni etto-culturali, e che si propone alla libertà di tutti. Su questa linea abbiamo dedicato lo speciale a una figura emblematica come quella della cantante sarda Maria Carta di cui Matteo Tuveri nel suo articolo scrive: “Mi responsabilizzava perché sentivo nella sua voce e percepivo nella sua carriera artistica una coralità estrema, una voce che erano tante voci, un volto che erano mille volti. Proprio questo la rendeva “identitaria”, perché coacervo, insieme di più fattori, per l’appunto Sarda! La “sardità” – di cui spesso parlano e hanno parlato molti intellettuali, artisti e pensatori della mia terra – è in realtà quell’insieme di piccole pietre geografiche, linguistiche, sociali e mitologiche che tutte insieme, e solamente a contatto con l’Altro; nel gesto dell’apertura, della conoscenza del mondo, contribuiscono a creare l’edificio identitario. Maria rappresenta tutto questo.”