XI Congreso de Arbitraje International

XI Congreso de Arbitraje Internacional

ICC Costa Rica y su Comisión de Arbitraje y RAC organizan un evento único 100% Virtual, que abordará el Arbitraje Internacional y el Derecho de Fondo, bajo un formato Online que permitirá interactuar en tiempo real con los expositores y acomodar su agenda para disfrutar de 18 diferentes ponencias académicas.

El programa de Evento

www.mockupmagazine - Il trimestrale edito da Il Sextante

MockUp Magazine. Il nuovo trimestrale del Sextante

La nostra Casa Editrice è felice di annunciare la nascita di un nuovo trimestrale: MockUp Magazine nasce come contenitore di arte, moda, società e stili di vita nel 2015, e si unisce oggi alla grande famiglia editoriale de Il Sextante.

www.mockupmagazine - Il trimestrale edito da Il Sextante
MockUp Magazine – Il trimestrale edito da Il Sextante

Lo annunciano alla stampa specialistica – e ai lettori – il Direttore Responsabile della rivista Mariapia Ciaghi e il Direttore Editoriale Matteo Tuveri: “C’è chi pensa che la comunicazione, per essere obiettiva, non debba prender parte. Ma non prendere parte vuol dire essere distratti, ignavi, conniventi“, afferma la Dott.ssa Ciaghi, CEO e founder de Il Sextante, e prosegue: “la comunicazione che serve a costruire, o consolidare, il consenso, che non esercita la libertà di critica, che coltiva la rassegnazione o il fervido entusiasmo, ha poco a che fare con la democrazia“.

MockUp Magazine dice che bisogna darsi da fare – dichiara Matteo Tuveri, Direttore Editoriale del magazine – che bisogna usare il cervello, avere cuore, etica, coraggio e essere sé stessi in una società ipotrofica, iperperformante e spersonalizzante. Salutiamo il presente numero zero di MockUp con nomi di valore e personalità di ampio respiro, ognuno espressione di un background regionale, anagrafico e culturale differente. Capaci, insieme, di offrire spunti, espressioni, dubbi e visioni “altre”.

MockUp Magazine, e il suo trimestrale di luglio-settembre, sono raggiungibili al sito della rivista www.mockupmagazine.it

Le labbra sullo specchio, Giuseppe Strazzi

Guseppe Strazzi. Pensoso ed elegante scrivere

Di lui la critica dice che nella sua ricerca esistenziale affida alla parola la fatica di comunicare ciò che diviene novità nello spirito umano”. Giuseppe Strazzi, poeta e scrittore di pensiero fine ed elegante, da alle stampe con Il Sextante il volume “I poeti italiani ci tweettano” e “Le labbra sullo specchio“. L’autore ha vinto nel 1990 il Premio nazionale di narrativa LA PRIMOGENITA, Città di Piacenza e nel 2008 il Premio nazionale di poesia ADA NEGRI, Lodi. Ha tenuto conferenze di Logopoietica basata sulla storia della parola dentro la creatività del fare poesia.

Giuseppe Strazzi e Alda Merini
Giuseppe Strazzi e Alda Merini

Con il primo lavoro, “I poeti italiani ci tweettano“, l’autore, in un’epoca di globalizzazione economica, afferma ancora una volta, come da sempre la Poesia sia espressione globale dello Spirito che si è storicizzata nelle diverse civiltà e, sulla scia di Heidegger, ripropone il linguaggio poetico come dimora dell’Essere. Leggendo il volume è possibile sentire il canto vissuto dell’uomo che, con la memoria del passato, attualizza un presente di eterno futuro. Il “solo e pensoso per li deserti campi…” di Petrarca, è ancora nell’hic et nunc presente nello spirito dell’uomo di oggi che forse lo può percepire come un tweet, dal sibilo della civetta. Si chiede l’autore: “Non siamo forse, anche noi spesso soli e pensosi?“.

Nel romanzo “Le labbra sullo specchio“, Giuseppe Strazzi tratta, con penna sensibile e affilata, il tema dell’amore tra uomo e donna. Il protagonista è Arturo Scacchi. La vicenda, in una città senza nessuna denominazione geografica perché il desiderio d’amore non conosce luoghi, si svolge nell’arco di un solo giorno: dal mattino alla notte. L’incipit del romanzo è: Era bella. E la chiusura del romanzo è: Era bella. Nella ricerca della bellezza di Giuseppe Strazzi ritroviamo quella spinta che fece dire a Dostoevskij la famosa frase “La bellezza salverà il mondo”. La bellezza è un valore in se stesso. Non è utilitarista. È come un fiore che sorride gratuitamente all’universo! Così possiamo ritrovare e vivere la bellezza in mezzo a un mondo di interessi, scambi e mercanzie. Quando il bene vince, erompe la bellezza espressiva, soave, naturale e irradiante. Brilla dappertutto e fa brillare anche noi con il bello.

Lola Mora, alla scultrice argentina lo studioso Andrés Pociña ha dedicato il monologo teatrale La Fontana, edito da Il Sextante

La Fontana. Il genio e la voce di Lola Mora

[Español]

Il Sextante pubblica La Fuente/La Fontanapiccolo e intenso monologo bilingüe (Spagnolo-Italiano) dedicato alla scultrice argentina Lola Mora.

Andrés Pociña
Andrés Pociña

Il volumetto è opera di Andrés Pociña, con una prefazione dello scrittore e ricercatore italiano Matteo Tuveri, appassionato di  storia dell’Argentina

Nella sua opera, Andrés Pociña rievoca con vividezza di particolari una scena in parte vera e in parte immaginaria in cui Lola Mora dialoga con un modello nel suo studio. Nel testo si trovano disseminati tanti piccoli indizi biografici, psicologici e sociali (briciole di pane biografico che nutre, divulga e spiega) che riconducono con verosimiglianza e profondità alla vicenda umana e artistica di Lola, alla sua passione quasi fisica per Roma, per il classicismo, per la figura della donna libera dalle etichette sociali e per le sue stesse creature di marmo.

Dolores Candelaria Mora Vega de Hernández, meglio conosciuta come Lola Mora, fu una scultrice argentina che ebbe modo di operare anche nel campi dell’urbanistica, dell’architettura mineraria e delle arti visive.

La Fontana/La Fuente, Andrés Pociña, Il Sextante

Si distinse in ambiti generalmente vietati alle donne nella sua epoca e fu la scultrice argentina più famosa e discussa degli ultimi anni a cavallo fra il XIX  e il XX secolo. La sua opera più famosa è la Fuente de las Nereidas (Fontana delle Nereidi) che fu inaugurata il 21 maggio 1903 nel Paseo de Julio de Buenos Aires.

Andrés Pociña Pérez è Professore Emerito di Filologia Latina all’Università di Granada, Doctor Honoris Causa all’Universidad de Rosario in Argentina per i suoi contributi nel campo degli studi classici e per la diffusione e la conservazione delle antichità greche e latine.

Nella prefazione del libro, Matteo Tuveri descrive gesti e fatti dell’esistenza umana e artistica di Lola Mora, la sua forza, la sua resilienza e la sua grande maestria.

Matteo Tuveri, autor del prólogo del monólogo La Fontana por Andrés Pociña
Matteo Tuveri, autore della prefazione

Di seguito alcuni estratti della prefazione: “Pociña mette in scena, con grande semplicità, una grande riflessione su un gigante dell’arte a cavallo fra Ottocento e Novecento, sulla situazione della donna nella società e sulla mascolinità tossica di certa cultura ispanica e mediterranea, con il pretesto drammaturgico del dialogo in un ambiente circoscritto“. Lola Mora è “una forza della natura alla quale partecipano anche donne come Mariquita Sánchez de Thompson, Victoria Ocampo, Alfonsina Storni, Eva Duarte, le Madri (e Abuelas) di Plaza de Mayo (a iniziare da Azucena Villaflor), Celia de La Serna, Cecilia Baccigalupo e le donne di “Ni una menos” che lottano quotidianamente per il riconoscimento del più basilare diritto alla autodeterminazione.“.

En la fuente, Ana Erra, copertina di La Fontana/La Fuente, Andrés Pociña, Il Sextante
En la fuente, Ana Maria Erra, La Fontana/La Fuente, Andrés Pociña, Il Sextante

La copertina del libro è a opera di Ana Maria Erra. La pittrice nasce in Argentina e studia Belle Arti specializzandosi in Test y Técnicas Proyectivas de Imaginación, alla Facoltà di Psicologia nel 1961. Dal 1960 svolge un’intensa attività di insegnante con laboratori, corsi e seminari d’arte, sia per bambini sia per adulti. Artista colta, versatile e sensibile, illustra libri e pubblica saggi e poesie su varie riviste. Fin dal ’68 espone in mostre personali e in esposizioni collettive d’arte contemporanea in Argentina, Brasile, Cuba, Slovenia, Russia, Spagna, Portogallo, Italia e Francia. Ha vinto numerosi premi e sue opere sono conservate in musei e collezioni private in Argentina, Spagna, e Cuba. Membro la Dirección del Universo Audiovisual del Niño Latinoamericano” (UNESCO y UNICEF) e di prestigiose associazioni artistiche, ha detto di sé: “Ho iniziato a dipingere prima di leggere e scrivere. Dipingo da sempre“.

Lola Mora, alla scultrice argentina lo studioso Andrés Pociña ha dedicato il monologo teatrale La Fontana, edito da Il Sextante

La Fuente. El genio y la voz de Lola Mora

[Italiano]

La Editorial italiana Il Sextante publica La Fuente/La Fontana el pequeño, reflexivo y intenso, monólogo (en formato bilingüe Español-Italiano) dedicado a la escultora argentina Lola Mora.

El libro está escrito por Andrés Pociña, con un prólogo por el novelista y profesor italiano Matteo Tuveri, estudioso de la historia argentina.

Andrés Pociña
Andrés Pociña

En su obra, Andrés Pociña que recuerda vívidamente una escena en parte verdadera y en parte imaginaria en la que Lola Mora conversa con un modelo en su estudio, hay muchas pequeñas pistas biográficas, psicológicas y sociales (migajas de pan biográfico que nutre, divulga y explica) que conducen con verosimilitud y profundidad a la historia humana y artística de Lola, a su pasión casi física por Roma, por el clasicismo, por la figura de la mujer libre de etiquetas sociales y por sus propias criaturas de mármol.

Dolores Candelaria Mora Vega de Hernández o Dolores Mora , más

La Fontana/La Fuente, Andrés Pociña, Il Sextante

conocida como Lola Mora fue una escultora argentina que además incursionó en el urbanismo, la minería y las artes visuales. Se destacó en espacios generalmente vedados a las mujeres de su época y fue la escultora argentina más halagada y discutida de los últimos años del siglo XIX y comienzos del siglo XX. Su obra más conocida es la Fuente de las Nereidas que se inauguró el 21 de mayo de 1903 en el Paseo de Julio de Buenos Aires.

Andrés Pociña Pérez es profesor emérito de Filología Latina en la Universidad de Granada y fue galardonado con el prestigioso título de Doctor Honoris Causa por la Universidad de Rosario en Argentina por sus valiosas contribuciones en el campo de los estudios clásicos y por la difusión de la antigüedad griega-latina y su supervivencia.

En el prefacio del libro, Matteo Tuveri evoca hechos y acontecimientos pertinentes de la existencia humana y artistica de Lola Mora, su fuerza, su resiliencia y su gran habilidad.

Matteo Tuveri, autor del prólogo del monólogo La Fontana por Andrés Pociña
Matteo Tuveri, autor del prólogo del monólogo

A continuación os ofrecemos dos fragmentos del prólogo: “Pociña presenta, con gran sencillez, una gran reflexión sobre un gigante del arte de finales del siglo XIX y comienzos del XX, sobre la situación de las mujeres en la sociedad y sobre la masculinidad tóxica de una determinada cultura hispana y mediterránea, bajo el pretexto dramatúrgico del diálogo en un entorno limitado“. Lola Mora es “una fuerza de la naturaleza que también caracteriza mujeres como Mariquita Sánchez de Thompson, Victoria Ocampo, Alfonsina Storni, Eva Duar- te, las Madres (y Abuelas) de la Plaza de Mayo (comenzando con Azu- cena Villaflor), Celia de La Serna, Cecilia Baccigalupo y las mujeres de “Ni una menos” que luchan diariamente por el reconocimiento del derecho más básico a la autodeterminación“.

En la fuente, Ana Erra, copertina di La Fontana/La Fuente, Andrés Pociña, Il Sextante
En la fuente, Ana Maria Erra, La Fontana/La Fuente, Andrés Pociña, Il Sextante

La portada del libro es obra por Ana Maria Erra. La pintora nació en Argentina, estudió Bellas Artes, donde se especializó. en Test y Técnicas Proyectivas de Imaginación. Desde 1960 es muy activa como profesora en talleres, cursos y seminarios de arte para niños y adultos. Artista culta, versátil y sensible, ilustra libros y publica ensayos y poemas en varias revistas. Desde el año 68 celebra muestras individuales y exposiciones colectivas de arte contemporáneo en Argentina, Brasil, Cuba, Eslovenia, Rusia, España, Portugal, Italia e Francia. Es miembro de la Dirección del Universo Audiovisual del Niño Latinoamericano (UNESCO y UNICEF) y de sociedades de arte de prestigio. Ha dicho de sí misma: “Empecé a pintar antes que a leer y escribir. Pinto desde siempre“.

Echi da due mondi, Jon Mucogllava (Il Sextante), recensione su Leggeretutti.eu

Recensioni. Mucogllava su leggeretutti.eu

La rivista Leggere:Tutti dedica a Echi da due mondi, la silloge poetica di Jon Mucogllava, una recensione a firma Niccolò Lucarelli.

Appena al di là dell’Adriatico, eppure poco noto nonostante vicende storiche relativamente recenti che lo hanno visto persino protettorato italiano, e fino a venti anni fa difficilmente accessibile per la difficile situazione interna, l’Albania è oggi un Paese che si sta rapidamente modernizzando, dove i giovani guardano con entusiasmo al futuro, impazienti di portare un contributo per costruirlo nel modo migliore possibile. Gli intellettuali ricoprono sempre un ruolo importante per il progresso civile, in chiave di riflessione sulle radici del passato e sugli aspetti spirituali del pensiero di un popolo, patrimonio indispensabile mantenere viva una cultura, e cui attingere nei momenti di crisi. Ma Jon Mucogllava (2001), giovanissimo poeta albanese, va oltre i “confini” culturali e si fa anche cantore di situazioni, emozioni, speranze, timori, di carattere universale. Un breve ma denso livre de chevet di poesia, ma anche sulla poesia, che riflette sulle sensazioni dell’essere poeta, che si porta dietro quella solitudine di leopardiana memoria, fra quelle carte che non si fa fatica a immaginarle altrettanto “sudate”, perché le parole di Mucogllava sgorgano davvero dall’anima, e tutto ciò che ha un’origine del genere ha sempre alle spalle una lavorazione tormentata.

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Sul volume di poesie anche una lettura speciale dell’autore sul nostro canale YouTube

 

Echi da due mondi, Jon Mucogllava (Il Sextante)

Echi da due mondi. Letture d’Artista (Jon Mucogllava)

Il giovane poeta Jon Mucogllava legge alcune poesie tratte dal suo volume Echi da due mondi. La voce dell’autore è accompagnata dalle illustrazioni di Sara Rogani.

Jon Mucogllava è un poeta di diciannove anni, originario dell’Albania. Da anni vive in Italia ed ora studia a Bolzano. Sta cercando di capire come proiettarsi nel futuro, come scrittore, documentarista, operatore culturale. Intanto però compone sonetti, come quelli che presenta in quest’opera.

Sara Rogani, insegnante, raffinata illustratrice friulana si è formata alla scuola di Svjetlan Junakovic, Massimo Scifoni, Davide Toffolo.

Gennaro Momo legge Granelli di sabbia (Il Sextante)

Gennaro Momo legge Granelli di Sabbia

Gennaro Momo legge due poesie tratte dal volume Granelli di sabbia di Lucia Marchi. Nato a Napoli e formato con Franco Rosi e Teo Bellia, Gennaro di Domenico (Gennaro Momo) è noto al grande pubblico come interprete e doppiatore di con spiccata dote canora.

Nel filmato legge due componimenti poetici tratti dalla silloge poetica di Lucia Marchi, direttrice presso la Biblioteca Casanatense, una delle 46 biblioteche pubbliche statali afferenti alla direzione generale Biblioteche ed Istituti culturali del ministero per i beni e le attività culturali. Esperta in biblioteconomia ed economia della cultura, diritto e gestione della proprietà intellettuale, della comunicazione e dell’innovazione, è fondatrice e condirettore del Centro di eccellenza del diritto d’autore.

La poesia di Lucia Marchi è portatrice di un forte messaggio di libertà capace di rendere l’uomo l’unico vero arbitro delle proprie scelte. La partecipazione è l’unico strumento – secondo le poetessa – che permette di creare una società matura e responsabile in grado di condividere ideali e perseguire progetti che migliorino la qualità di vita di ognuno.

E salutate la Primavera: Nonostante tutto [Testo di Matteo Tuveri - Voce di Federica Bassetti]

E salutate la Primavera. Dedicato all’Italia che lotta

La Casa Editrice Il Sextante e tutti i suoi autori, collaboratori e amici dedicano all’Italia che lotta, soffre e si rialza parole, voci e sentimenti.

E salutate la Primavera. Nonostante tutto

Testo di Matteo Tuveri©
Voce di Federica Bassetti©
Prodotto Editoriale Il Sextante©

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Mi assale la consapevolezza, quella sensazione improvvisa di aver capito profondamento il momento, quando vedo le fotografie del convoglio militare che trasporta le salme delle vittime del COVID-19 da Bergamo (perché sono troppe e non c’è spazio per tutte). È una consapevolezza “storica”, cinica e asettica, che trascende qualsiasi preoccupazione di ordine personale.  Ci siamo sempre chiesti cosa avessero provato i bisnonni o i nonni nel momento in cui Badoglio firmava l’armistizio, in cui la Germania dichiarava guerra, in cui le bombe piovevano come confetti dal cielo, dilaniando case, vite e corpi. Erano consapevoli di vivere la Storia, oppure, come il mio bisnonno, non si muovevano dal loro magro piatto di minestrone anche con la sirena dell’allarme in azione, perché più grande del pericolo, più forte dell’evento epocale, rischioso e terribile, era l’esigenza di sfamarsi?

Questo è il momento in cui la Grande Storia si manifesta: grande, possente, spietata, passa sopra le briciole, gli attimi, gli affetti e le preoccupazioni di ciascuno. È una grande pressa che macina gli esseri umani, i particolarismi di ciascuno, ed esige coraggio, forza, abnegazione, ironia e tanta consapevolezza e sprezzo del pericolo.

Se avete il dono della fede, non chiedete ai santi e a Dio di fermare il virus, ma pregate, con mormorio grande e intimo, perché in Voi, nella società civile – nei medici e negli infermieri, nei politici e in ogni singolo membro della società, nessuno escluso – emerga la forza (innata e bellissima) di tirare fuori la saggezza di affrontare questa lunga immane attraversata di uno Stige sconosciuto.

Prendete su di voi la responsabilità del mondo, non delegatela a un Dio o a una forza immanente, ma risvegliatela in Voi.

Se avete il dono del senso della comunità, abbiate il coraggio dell’altruismo e del senso del dovere e delle leggi, del rispetto delle regole, del senso critico, della democrazia e della spinta all’autoconservazione. Quella certa accortezza animale che, mediata dal pensiero, giunge a definire un essere umano civile. Proteggete l’Altro: la sua debolezza (fisica o sociale) sia la vostra personale forza, i suoi diritti il motore del vostro quotidiano.

Resistete ai giorni, alla Grande Storia che avanza, nella trincea del quotidiano, fronte interno del mondo che non torna indietro da un solo diritto acquisito e reclama il riconoscimento di una lotta personale e globale insieme.

E salutate la Primavera con gioia, nonostante tutto.

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